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Parte IV · valore, moneta, proprietà, capitale

L’economia

§10 Due strati di moneta

La moneta non è abolita, è declassata. Conserva i suoi due compiti utili, uno strato di regolamento e un numerario comune, ma perde il suo ruolo di unica misura del valore: diventa un asse fra dieci, non l’asse a cui tutti gli altri sono silenziosamente ridotti. Separare la funzione contabile della moneta dalla sua supremazia civica è l’intera mossa.

Ed essa è fatta muovere. La demurrage, un piccolo costo di detenzione sulla moneta inattiva, elimina il premio che consente alla moneta di "comandare il pollaio" declinando più lentamente di ogni altro bene; la tesaurizzazione è penalizzata e la liquidità liberata. Poiché una tassa sulla sola liquidità inattiva spingerebbe semplicemente il tesoro accumulato verso la quasi-moneta, i metalli o la terra, la demurrage è abbinata al regime generale anti-tesaurizzazione e di cattura della rendita, così che non vi sia nascondiglio più a buon mercato.

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§11 I mercati e la sovrapposizione delle esternalità

L’interno del mercato è tenuto intatto: esso compensa l’allocazione e porta il segnale di profitto, e l’Assiocrazia non lo scavalca. Ciò che fa male, ignorare il danno che una transazione impone su assi che il prezzo non può vedere, è corretto da una sovrapposizione, non impugnando il volante.

La sovrapposizione è un onere pigouviano multidimensionale: un cuneo su un prezzo vivo là dove il bene danneggiato è scambiato, condizionato da un test che il mercato continui a compensarsi, e presentato con onestà come una responsabilità anziché come un "prezzo vero". Prezzi dentro, quantità fuori: lo Stato fissa il prezzo che un fattore affronta e non detta mai la quantità che esso sceglie. Ciò che il mercato fa bene, lo conserva; ciò a cui è cieco, la sovrapposizione lo rende visibile e pagabile.

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§12 Proprietà, rendita e i beni comuni

La proprietà si divide sulla provenienza, non sul sentimento: il guadagnato è privato e protetto, il più sacro e inviolabile secondo Smith, mentre la rendita non guadagnata appartiene ai beni comuni. La rendita è misurata come valore di mercato meno costo di riproduzione, e un firewall di riproducibilità traccia la linea: la rendita si attacca a una posizione non riproducibile, una localizzazione, una banda di spettro, un monopolio, l’effetto di rete di una piattaforma, mai a una capacità riproducibile che chiunque potrebbe costruire.

La cattura avviene per flusso in avanti, non per confisca. Poiché il prezzo di un attivo è semplicemente il suo flusso di rendita capitalizzato, tassare quel flusso sgonfia l’attivo senza espropriare anima viva, il teorema di capitalizzazione dello stesso Marx trasformato in strumento. E la "terra" è generalizzata alla nuova terra, il calcolo, i dati e gli effetti di rete, che i beni comuni hanno creato in misura schiacciante e che nessuno sforzo privato ha riprodotto.

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§13 Il motore del capitale e del credito

Il capitale è mobilitato, mai diretto. Il credito mette al lavoro lo stock morto, non evoca capitale dal nulla, sicché il motore premia il prestito paziente e produttivo sulle pretese speculative su «tutta la ricchezza che potrà mai essere prodotta». La barriera del problema della conoscenza tiene: lo Stato plasma le condizioni al contorno dell’investimento, non sceglie gli investimenti.

La finanza ha la sua propria giuntura guadagnato/non guadagnato, il rendimento d’impresa è guadagnato, la pura rendita di scarsità sul capitale non lo è, ed è disciplinata di conseguenza. Il capitale fittizio e la leva incontrollata sono limitati sul perno sistemico; gli stabilizzatori sono anticiclici e sospendibili, mai meccanicamente restrittivi proprio nel momento in cui la liquidità è più necessaria (l’errore del 1844).

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§14 La giustizia distributiva

La rendita catturata finanzia due cose: un dividendo di cittadinanza e una soglia minima di capacità reale sotto ogni vita. La soglia minima è capacità, non solo denaro, incondizionata, non vincolata al salario e finanziata dalla rendita, sicché innalza il salario di riserva invece di sussidiarne uno basso; e in un’epoca post-lavoro deve coltivare la capacità di usare il tempo liberato, poiché un mero trasferimento sommato all’inerzia genera anomia, non fioritura.

Al di sopra si colloca un tetto anti-concentrazione e una banda delimitata, che impedisce a ricchezza e potere di comporsi fino a catturare lo Stato stesso. Il tetto vincola per tempo, secondo regola generale, ribasato su un aggregato mobile, mai retroattivamente e mai come arma contro una persona. Insieme, la soglia dal basso e il tetto dall’alto fabbricano il ceto medio ampio e stabile la cui stessa esistenza è sopravvivibilità: la graduale eutanasia del redditiere, risparmiando il guadagnato.

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