Il Sistema  ›  Parte IV · L’economia

§11 · Parte IV

I mercati e la sovrapposizione delle esternalità

L’interno del mercato è tenuto intatto: esso compensa l’allocazione e porta il segnale di profitto, e l’Assiocrazia non lo scavalca. Ciò che fa male, ignorare il danno che una transazione impone su assi che il prezzo non può vedere, è corretto da una sovrapposizione, non impugnando il volante.

La sovrapposizione è un onere pigouviano multidimensionale: un cuneo su un prezzo vivo là dove il bene danneggiato è scambiato, condizionato da un test che il mercato continui a compensarsi, e presentato con onestà come una responsabilità anziché come un "prezzo vero". Prezzi dentro, quantità fuori: lo Stato fissa il prezzo che un fattore affronta e non detta mai la quantità che esso sceglie. Ciò che il mercato fa bene, lo conserva; ciò a cui è cieco, la sovrapposizione lo rende visibile e pagabile.

Che cosa significa

Conservare il mercato; aggiungervi una sovrapposizione per ciò che esso non può vedere. Una fabbrica scarica i suoi reflui in un fiume: il prezzo di mercato dei suoi beni comprende il lavoro e l’acciaio, ma non il fiume che avvelena, e quel costo ricade su tutti coloro che vivono a valle. La sovrapposizione delle esternalità applica un onere pari al danno misurato sugli assi ecologico e sanitario, come cuneo sul prezzo di mercato. Chi inquina ora paga il danno, il prezzo dei suoi beni sale per dire la verità e, aspetto cruciale, il mercato continua a equilibrarsi: le imprese scelgono ancora cosa e quanto produrre. Si confronti con un divieto o una quota, che detta la quantità e richiede una conoscenza che nessun regolatore possiede. La tariffazione del carbonio e i pedaggi di congestione sono questa idea nell’uso quotidiano.

Perché l’Assiocrazia ne ha bisogno

Il mercato è insuperabile nell’allocazione e cieco a ciò che non prezza. Le esternalità non sono una stranezza ma il fallimento strutturale del mercato e, lasciate senza prezzo, si aggravano fino a distruggere il substrato stesso su cui l’economia poggia. Questo § esiste per riparare quell’unica grande cecità senza afferrare il volante, l’espressione più nitida di «corregge ma non dirige».

A confronto con altri approcci

Prende le parti di Pigou (tassare il danno) contro il puro Coase (lasciare che le parti lo contrattino via), perché i danneggiati sono di norma diffusi e incapaci di contrattare. Tra i due strumenti sul carbonio preferisce un cuneo di prezzo a un tetto di quantità di tipo cap-and-trade: i prezzi in entrata, le quantità in uscita. La disciplina secondo cui l’onere deve essere un cuneo su un prezzo di equilibrio reale, e non inventato, è quella di Mises (Mises). La postura di governo che vi sta dietro è §6; la rendita cui confina è §12.