Il cuore · ciò che lo Stato misura

Il Vettore di Valore

Tutto nell’Assiocrazia nasce da un rifiuto: il merito non è un numero unico. Una società crea valore lungo molte dimensioni allo stesso tempo, e uno Stato che vede solo il denaro governa male tutto il resto. Il vettore di valore, il vettore-Æ, è il modo in cui il tutto viene percepito insieme e reso governabile senza che alcun sovrano pretenda mai di conoscere il Bene.

Dieci assi del merito

Il valore si legge lungo dieci dimensioni. Nessuna si riduce a un’altra: un Paese può essere ricco su una e affamato sulla successiva, e il punto è proprio vederlo.

EconomicoProduzione materiale, scambio e mezzi di sussistenza, l’asse che l’ordine antico vedeva, ora uno tra molti.
EducativoLa formazione della capacità, l’abilità delle persone di apprendere, giudicare e agire.
ScientificoLa scoperta e la crescita di conoscenza e tecnica affidabili.
DemograficoLa salute, la dimensione e il rinnovamento della popolazione stessa.
CognitivoAttenzione, ragionamento e qualità del pensiero collettivo, scarso in un’epoca costruita per catturarlo.
InfrastrutturaleI sistemi condivisi, energia, trasporti, reti, su cui una società funziona.
Stabilità socialeFiducia, coesione e assenza delle fratture che dividono una comunità politica.
EcologicoIl pianeta vivente, il substrato a cui nessuna economia può sopravvivere.
SensoDignità, scopo e una vita degna di essere vissuta, l’asse che decide se l’abbondanza è un dono o un vuoto.
EpistemicoL’integrità di ciò che una società può conoscere, veridicità, provenienza e libertà dalla credenza fabbricata.

Valore, e anti-valore

Accanto ai dieci assi corre un secondo vettore: l’anti-valore, i danni che una società produce, contati in quanto tali anziché nascosti dentro un prezzo. Inquinamento, dipendenza ingegnerizzata per profitto, la deliberata fabbricazione del bisogno o della credenza falsa, non sono "economia negativa": sono anti-valore sugli assi che danneggiano, e l’Assiocrazia li prezza dove l’effetto è reale e oggettivamente contabile.

Misurato, poi votato, la linea fondativa

Ecco la mossa che mantiene onesto l’intero impianto, e vale la pena enunciarla con cura. Il valore individuale è soggettivo: nessuno Stato può leggere dall’interno quanto vale una vita. Perciò l’Assiocrazia fa due cose distinte, e non le confonde mai:

La cardinalità vive negli effetti misurati; l’aggregazione vive nel voto. Insieme compongono un quadro di valore su cui lo Stato può legittimamente agire, oggettivo per il governo, senza alcuna pretesa che qualcuno abbia letto il Bene dalla natura. Per questo l’Assiocrazia non è né una tecnocrazia che pretende di calcolare ciò che conta, né un puro maggioritarismo che vota su tutto: misura ciò che si può misurare e vota ciò che dev’essere scelto.

Soglia minima, banda, tetto

Ogni asse non viene spinto a un massimo, di più non è sempre meglio, e una società ottimizzata su una sola dimensione ne muore. Ogni asse è invece tenuto entro un intervallo salutare:

Il governo è allora semplice da enunciare e difficile da esercitare bene: percepire il vettore, trovare dove esce dalla banda e correggere le condizioni, prezzi in entrata, quantità in uscita, senza mai dettare gli esiti.

Questa pagina sviluppa il cuore della dottrina per il lettore generale. La trattazione formale, il substrato di valore, la commensurabilità parziale e la disciplina della misurazione, vive in Il Sistema (§4-§5); la teoria del valore su cui poggia ha proprie fonti specializzate per chi desidera scendere fino in fondo.