Ludwig von Mises
Il valore individuale è soggettivo; le priorità pubbliche collettive sono scelte democraticamente, mentre gli effetti designati sono misurati soltanto secondo metodi pubblicati e contestabili, con un’incertezza esplicita.
Edizione consultata. L’azione umana: trattato di economia, letto alla fonte.
Ciò che abbiamo preso
Antenato sul mercato come processo e sulla sovranità del segnale di profitto-e-perdita; su correggi-e-rilascia e sul quarto dovere rinunciato; e sul denaro come rapporto, non misura del valore, il che autorizza il numerario retrocesso-ma-conservato. La dottrina assorbe la sua disciplina autentica, l’ancoraggio al prezzo vivo e gli invarianti della cascata interventista, anziché il divieto.
Dove divergiamo, e come rispondiamo
Il valore individuale è soggettivo e ordinale, e la dottrina non finge mai una scienza dell’utilità interiore. Essa diverge sul salto verso «nessun valore collettivo azionabile»: i cittadini possono scegliere priorità pubbliche vincolanti sotto la Carta. Gli effetti designati sono misurati soltanto dove le prove sostengono la misurazione, con metodi pubblicati, limiti di confidenza, provenienza e ricorso; l’incertezza limita l’intervento anziché sparire dietro una falsa precisione.
La posizione netta
Sulla teoria del valore un maestro di disciplina a cui la dottrina risponde, non uno davanti al quale capitola; sul processo di mercato e sul problema del calcolo, il suo antenato: il nucleo è austriaco, ammesso soltanto sotto invarianti trincerati.
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