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Sulla libertà · 1859

John Stuart Mill

ANTENATO

Il principio del danno è il varco della coercizione; fonda l’asse epistemico (annotare-non-censurare) e l’asse del senso; il critico permanente installato contro un sensore di valore benevolo.

Edizione consultata. Sulla libertà, letta riga per riga.

Ciò che abbiamo preso

L’antenato liberale più profondo, su quattro pilastri. Il principio del danno è alla lettera il varco della coercizione dell’Assiocrazia, un potere su chi non acconsente solo per prevenire un danno ad altri. Il fallibilismo e annotare-non-censurare fondano l’asse epistemico; l’individualità e gli « esperimenti di vita » fondano l’asse del senso e la zona non guidata; e l’argomento della tirannia della maggioranza fonda le soglie minime per coorte, non soggette a voto.

Dove divergiamo, e come rispondiamo

L’unica tensione viva: le soglie minime di capacità si scontrano con l’interdizione assoluta in Mill della coercizione « per il suo proprio bene ». È risolta fondando le soglie sulle sue proprie eccezioni di partecipazione/maturità e di dovere positivo, esse costituiscono il quadro portatore di diritti, mai sulla beneficenza, e tenendole inalienabili e relative alla fornitura, non alla tutela.

La posizione netta

L’antenato liberale principale e l’avvocato del diavolo permanente installato contro gli assi epistemico e del senso propri della dottrina, poiché un sensore di valore benevolo è il censore più pericoloso.

Ogni posizione è letta alla fonte. Vedi il registro intero in Lignaggio e Critica · Il Sistema.